GIOCHI

Strumenti per apprendere

URBAN

200 Km all’anno

Scarpe Blu

Movimento, autonomia, sicurezza, apprendimento, cittadinanza attiva.

SCARPE BLU da casa a scuola è un’evoluzione del Pedibus. Propone una mobilità dei bambini autonoma e sicura in un raggio di almeno 500 metri attorno alla scuola attraverso l’individuazione e la creazione di percorsi, punti di incontro, misure di regolazione del traffico (zone 30 Km/h) e chiusura temporanea all’ingresso e uscita (zone scolastiche – articolo 3 Codice della Strada). L’andare a scuola a piedi o in bicicletta è parte integrante dell’azione educativa e didattica: l’aula è anche fuori! I bambini sono protagonisti nell’esplorazione urbana, nell’individuazione, ideazione e realizzazione di percorsi urbani giocabili.

SCARPE BLU si realizza attraverso la cooperazione tra scuola, ente locale (LLPP, Istruzione, Ambiente, Mobility Manager), genitori, ULSS, altre associazioni del territorio. Un curriculum silenzioso e colorato rende visibile la presenza di bambini (e non solo) che si riprendono lo spazio della strada. I percorsi giocabili costituiscono anche una ‘spintarella gentile’ che induce i bambini ad utilizzare il percorso giocabile e non la parte carrabile della strada. Scarpe blu si usa tutti i giorni dell’anno, per andare a scuola ma anche nel tempo libero per garantire ai bambini la possibilità di muoversi in autonomia per almeno 200 Km all’anno.

L’educazione e la pratica della mobilità scolastica a piedi e in bici aiuta a creare un profilo di scuola e di città sostenibile (obiettivo 11 Agenda 2030). Qualifica la “Carta di identità” della scuola come “Scuola in Movimento”.

KM2Edu – kilometro quadrato educativo

Fare rete e attivare la comunità educante per realizzare almeno un Km2 accessibile, attraversabile, giocabile, attorno ad ogni scuola.

KM2EDU è l’evoluzione del progetto “Scarpe Blu”, che promuoveva e promuove l’andare (e tornare) a scuola in autonomia e sicurezza dei bambini della scuola primaria. Il programma si fonda su una stretta connessione tra la mobilità scolastica autonoma e il fare scuola anche “oltre il cancello”. KM2Edu prende in considerazione la scuola ed il suo intorno per almeno 1 kmq dove sia possibile muoversi e giocare in autonomia. I bambini esplorano l’ambiente urbano, contribuiscono insieme agli adulti (docenti, genitori, tecnici comunali…) all’individuazione di percorsi e punti d’incontro (segnaletica, giochi a terra), di spazi outdoor -piazze, parchi, giardini, no mans land- e indoor -biblioteche, ludoteche, centri culturali, … per ampliare le opportunità di gioco e di apprendimento. Compito delle istituzioni e del tessuto associativo locale è la costruzione di una rete sociale a supporto e completamento dello spazio fisico accessibile.

La mobilità dolce, il gioco e il movimento ogni giorno contribuiscono alla creazione di un profilo sostenibile della scuola, punto forte della sua “carta d’identità”.

La realizzabilità del progetto è frutto di un lavoro cooperativo di scuola, ente locale, genitori, abitanti, istituzioni presenti nel territorio come fondamenta della comunità educante.
Un curriculum silenzioso rende visibile nella città la presenza dei bambini che si riprendono lo spazio pubblico negato per troppo tempo.

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INDOOR

Qualità degli Spazi Interni

Panoramica
Siamo tradizionalmente abituati a progettare, costruire, riadattare le nostre scuole sulla base di parametri normativi da rispettare, standard da garantire, prestazioni dell’edificio da soddisfare (quando non prevalgono le derive architettoniche). Poco si ascoltano gli insegnanti e mai i bambini. Soprattutto non si tiene conto che non sono gli spazi a definire il modello didattico ma è il modello didattico a definire gli spazi. Le nostre proposte sono elaborate, in primis, con gli insegnanti, i genitori, le amministrazioni e i tecnici e sul confronto delle tante posizioni emerse nel dibattito sulla scuola. La scuola deve tornare a essere un grande momento collettivo di riflessione sui modelli pedagogici per una vera innovazione dei modelli educativi: ogni spazio deve quindi essere analizzato non a seconda di “quanti studenti ci stanno” ma a partire dal “cosa vogliamo fare e quali spazi possiamo utilizzare”. La qualità degli spazi educativi deve essere al centro di ogni azione, intendendo la scuola come luogo in cui si partecipa a un progetto condiviso e in cui si formano legami della cui importanza ci rendiamo conto solo quando vengono a mancare. L’apprendimento attivo necessita di spazi flessibili personalizzabili e riconfigurabili. Questa riconfigurazione permette una didattica in cui lo studente è al centro del processo formativo, totalmente coinvolto nelle attività. Sono ambienti collaborativi che superano il tradizionale concetto di aula senza necessariamente rivoluzionare la struttura della scuola ma semplicemente utilizzandone tutti gli spazi come estensioni funzionali all’apprendimento. OBIETTIVI: Relazione pedagogia e architettura Ripensamento nelle funzioni e negli spazi della scuola Riconsiderazione del rapporto tra spazi educativi e didattica Disposizione flessibile degli arredi e adattabilità Autocostruzione e creatività Distanziamento sociale vs Riavvicinamento emozionale RISULTATI: Creare di un ambiente accogliente molto amato dai bambini Prendersi cura delle piante e dell’ambiente L’aula non ha più un verso prevalente Trasformazione di tutti gli spazi
Isole Educative
Isole educative nasce da un percorso di progettazione partecipata avviato nel 2019 da un gruppo di persone, composto non solo da professionisti che studiano e si occupano di Scuole in movimento, ma anche da insegnanti, da personale ATA, da rappresentanti degli enti locali e dall’Azienda Sanitaria bellunese. Isole educative è l’esito della reazione riflessiva e istintiva alle proposte di distanziamento fisico a scuola che si sono diffuse nella seconda metà del 2020 quando la comunità scientifica e tecnica è stata chiamata a ragionare su come riaprire le scuole in sicurezza per contenere il contagio da Covid-19. In queste proposte prevaleva un rigido aspetto tecnicistico, con esiti talvolta imbarazzanti, che sviliva la didattica e le relazioni con e tra gli studenti, negando il loro diritto di crescere e di interagire con gli altri. Nei fatti, Isole educative nasce anche e soprattutto dalla consapevolezza che la scuola era immobile già prima del Covid-19 anche se non mancano riferimenti normativi nazionali -le “Indicazioni nazionali” curate dal Ministero dell’Istruzione nel 2012!- e dati robusti della ricerca educativa -Indire, 2022- che indicano non solo perché sia necessario, ma anche come modificare lo spazio per rendere la didattica attiva e rispettosa dello sviluppo e dei diritti dell’infanzia. Nell’isola i bambini si guardano dalla ‘giusta’ distanza; gli spazi dell’aula sono meglio distribuiti e in relazione con il resto degli spazi scolastici. L’aula diventa uno spazio dinamico in connessione con il corridoio, l’atrio e il cortile scolastico: tutto lo spazio è utilizzabile, è in movimento, risponde anche al bisogno -espresso dai bambini di Scuola Primaria che hanno vissuto il lockdown- di stare e giocare insieme. Isole educative è inoltre un progetto che integra culture diverse: i bambini apprendono una lingua diversa dalla loro di origine incontrandosi, conoscendosi sulla dimensione del fare insieme, come è accaduto durante la progettazione e la realizzazione delle isole. Questo modello d’aula, flessibile, senza più un dritto, un verso prevalente, risponde a più esigenze e obiettivi apparentemente inconciliabili: rispetta un diritto fondamentale dei bambini: il diritto di crescere interagendo con gli altri rispetta la distanza fisica tra i banchi richiesta dalle misure Covid-19 riconosce allo spazio una funzione educativa: esso è il terzo insegnante! migliora la didattica, il modo di insegnare diventa dinamico, il clima in classe è più sereno favorisce la cooperazione, la socialità e il benessere di tutti, piccoli e grandi.
Download
Per approfondire il progetto di isole educative al link https://www.dors.it/page.php?idarticolo=3826 è possibile scaricare: Isole educative. Per non isolare i bambini – report narrativo di documentazione e valorizzazione a cura dell’Associazione Moving School 21, 2022 Esempio di Flag book sulla ricerca botanica realizzato dagli studenti che hanno partecipato al progetto Isole educative, 2022 Isole educative – Dialogo con gli autori (a cura di Dors, giugno 2022)

OUTDOOR

Qualità degli Spazi Esterni

Cortili scolastici intelligenti
La Progettazione dei Cortili Scolastici è un processo partecipativo che mette i bambini al centro della trasformazione dei loro spazi. Trasformare il cortile scolastico apre lo sguardo dei bambini sul mondo esterno: significa imparare facendo, con scopi e risultati concreti da raggiungere. L’esplorazione, il gioco, la critica, lo sviluppo di idee e la loro realizzazione costituiscono opportunità di sviluppo di capacità, competenze e conoscenze che ben si integrano con la didattica curricolare. Pensare lo spazio con i bambini anziché per i bambini ha un preciso significato pedagogico. È nel loro DNA interagire, significare, adattare l’ambiente ai propri bisogni e desideri. L’osservazione e la riflessione influiscono in modo significativo: più consapevolezza sull’importanza di gioco e movimento nello spazio outdoor per l’apprendimento. I bambini hanno le idee chiare: per stare bene chiedono un ambiente accogliente e stimolante, spazio al gioco, essere ascoltati e presi in considerazione, essere co-protagonisti del cambiamento, alternare il lavoro in aula con attività outdoor, muoversi, stare bene con i compagni e gli insegnanti. Il dentro e il fuori vengono considerati di pari valore educativo: uso flessibile degli spazi e ritmizzazione del tempo. Lo sguardo vicino alla terra, ma capace di arrivare al cielo, coglie aspetti che noi adulti non vediamo: i bambini mappano il loro territorio con i sensi, con le emozioni, con le paure e i desideri. Le radici, la biforcazione di un albero, il fango, l’acqua, il dislivello, l’angolo nascosto, prendono significati diversi da quelli attribuiti dagli adulti. Ne emerge un quadro composito su “cosa ci posso, o potrei, vorrei fare io qui”, ovvero il potenziale di interattività con l’ambiente a disposizione.
Obiettivi
  • Ambiente terzo educatore
  • Riqualificare gli spazi esterni
  • Migliorare l’uso degli spazi e del cortile
  • Promuovere il benessere a scuola
  • Sviluppare competenze sociali e di cittadinanza attiva
  • patto educativo di comunità
Focus
  • Progettazione partecipata
  • Innovazione della didattica
  • Organizzazione dell’uso dei tempi e degli spazi della scuola
  • Scuola come punto di riferimento della comunità
Download
  • Progettazione partecipata
  • Innovazione della didattica
  • Organizzazione dell’uso dei tempi e degli spazi della scuola
  • Scuola come punto di riferimento della comunità

Siamo tradizionalmente abituati a progettare, costruire, riadattare le nostre scuole sulla base di parametri normativi da rispettare, standard da garantire, prestazioni dell’edificio da soddisfare. Quando non prevalgono le derive architettoniche. Poco si ascoltano gli insegnanti e mai i bambini.
Soprattutto non si tiene conto che non sono gli spazi a definire il modello didattico ma è il modello didattico a definire gli spazi . Vediamo molteplici proposte, alcune anche di pregevole fattura e animate da ottime intenzioni, che sono tese a trasformare spazi, anche esterni alla scuola nelle ipotesi più avanzate, dove “posizionare” arredi e bambini senza una adeguata riflessione sugli effetti di questi nuovi spazi. La nostra proposta è elaborata, in primis, con gli insegnanti, i genitori, le amministrazioni e i tecnici e sul confronto delle tante posizioni emerse nel dibattito sulla scuola. È quindi un lavoro in divenire, aperto a ogni nuova suggestione. La scuola merita di essere al centro di un grande momento collettivo di riflessione sui modelli pedagogici per una vera innovazione dei modelli educativi: ogni spazio deve quindi essere analizzato non a seconda di “quanti studenti ci stanno” ma a partire dal “cosa vogliamo fare e quali spazi possiamo utilizzare”. Alcuni li troveremo, altri li scopriremo, altri ancora li dovremo inventare.